Come funziona la propaganda israeliana
Vi proponiamo questo interessante approfondimento dedicato alla manipolazione della propaganda israeliana, come funziona e come difendersi da essa di Alessandra MAF Filippi, saggista e storica dell’Arte.
Vi proponiamo questo interessante approfondimento dedicato alla manipolazione della propaganda israeliana, come funziona e come difendersi da essa di Alessandra MAF Filippi, saggista e storica dell’Arte.
Il libro racconta le memorie del carcere, la solidarietà e le lotte delle prigioniere per difendere i loro diritti, la loro dignità. Le tecniche coercitive e le torture usate dai suoi aguzzini per estorcere confessioni di fatti anche inventati utili ad altri arresti, i traumi che la prigionia lascia, i ricordi che riaffiorano nei momenti difficili.
L’Unione delle comunità palestinesi in Italia e il comitato Free Marwan e i prigionieri palestinesi, organizzano:
MARTEDI’ 20 – VENERDI’ 23 GENNAIO
Venerdì 23 gennaio 2026 il Comitato promotore “Roma sa da che parte stare” depositerà in Campidoglio una Proposta di Delibera di Iniziativa Popolare finalizzata all’interruzione immediata di ogni rapporto fra Roma Capitale e lo Stato di Israele.
La giustizia penale come arma contro la resistenza palestinese.
Condanna a 5 anni e 6mesi per Anan Yaeesh, assoluzione per Ali e Mansour. «Un processo politico che ha escluso il contesto e aggirato il diritto internazionale».
Firma l’iniziativa dei cittadini europei per chiedere la sospensione totale dell’accordo di associazione UE-Israele in considerazione delle violazioni dei diritti umani da parte di Israele.
La risoluzione 235858 è stata votata con sei voti a favore su sette in Commissione Cultura del quinto Municipio il 24 Novembre 2025 e poi è stata definitivamente approvata in Aula Consiliare al quinto Municipio di Roma Capitale il 04/12/2025.
L’inchiesta che ha portato all’arresto di Mohammad Hannoun e di altri attivisti palestinesi si inserisce in una sequenza coerente di atti politici e repressivi: un filo che lega la criminalizzazione della solidarietà, l’allineamento alle strategie di guerra e la compressione progressiva delle libertà costituzionali.
L’arresto di Mohammad Hannoun e di altri attivisti non è sicurezza: è repressione delegata.
Quando le accuse arrivano su input di uno Stato sotto accusa internazionale, la giustizia smette di essere sovrana e diventa strumento politico. L’aiuto umanitario viene criminalizzato, mentre i veri responsabili di crimini contro l’umanità restano intoccabili.
Colpisce la notizia dei nuovi arresti in Italia di persone impegnate nella raccolta di fondi e nell’invio di aiuti umanitari destinati a Gaza e al popolo palestinese.
Colpisce che una parte dell’impianto accusatorio si basi su documentazione prodotta dal governo di Israele, lo stesso governo che ha adottato misure legislative volte a criminalizzare l’azione umanitaria colpendo deliberatamente chi, come l’UNRWA, opera a tutela della popolazione civile.