POTENZIALI BERSAGLI 2026 e la "supercazzola con scappellamento a destra" del comune di Roma e della Sovrintendenza Capitolina per tentare di giustificare la CENSURA di matrice sionista alla libera espressione artistica.
La lettera della Sovrintendenza Capitolina è un goffo tentativo burocratese che si sono inventati al comune di Roma Capitale guidato dal sindaco Gualtieri per obbedire agli ordini delle lobby affaristiche sioniste romane, nel tentativo di impedire la messa in posa di un monumento contro il GENOCIDIO.
Un monumento finanziato, realizzato e sostenuto dal basso, da una ampia rete del libero associazionismo di base, da rappresentanze sindacali, dal mondo dell'autogestione, da reti anche internazionali e associazioni di palestinesi, da libere e liberi pensatori e pensatrici della società attiva, civile e solidale, senza oneri per la pubblica amministrazione.
Dopo la notifica della decisione della Sovrintendenza Capitolina che ci è stata comunicata il 19 Giugno dal Sovrintendente Claudio Parisi Presicce tramite PEC con un documento numero di protocollo RI 2026/0027196, che potete leggere nell'immagine di questa pubblicazione.
Abbiamo avviato il primo luglio la procedura di accesso agli atti per verificare cosa è stato scritto sul verbale Prot. RI 24656 del 5/6/2026 e chi sono i firmatari dell'atto censoreo con il quale tentano di impedire la messa in posa del monumento POTENZIALI BERSAGLI 2026.

Affermano che rigettano la donazione di questa opera senza oneri per la pubblica amministrazione vaneggiando addirittura di una procedura di bando internazionale mai applicato prima per una donazione. Si veda ad esempio la donazione della statua di Alberto Sordi situata a Villa De Sanctis nel V° Municipio di Roma Capitale, inaugurata lo scorso 15 giugno 2026 in occasione del 106° anniversario della nascita dell'attore.
È stata interamente finanziata dalla Fondazione Museo Alberto Sordi, che, in collaborazione con il V° Municipio ha lanciato un concorso di idee “I Romani per Alberto Sordi”, rivolto agli under 35 senza nessun bando internazionale, info al link :
https://www.comune.roma.it/web/it/informazione-di-servizio.page?contentId=IDS1036892
In quel caso vi è si stato un bando ma interno alla fondazione che ne è il committente, non è stato fatto un bando internazionale da parte del Comune di Roma Capitale con il relativo stanziamento in bilancio. Altrimenti in quel caso il Comune di Roma Capitale ne avrebbe dovuto sostenere i costi e com'è noto, è il committente che decide a chi affidare la realizzazione di un'opera d'arte, da che mondo è mondo.
Ha deciso la fondazione a chi affidare la realizzazione dell'opera e la Sovrintendenza Capitolina NON si è opposta.
La fondazione Alberto Sordi è il committente di quell'opera e la ha finanziata, così come noi di "Arte Come Sopravvivenza" siamo i committenti, gli ideatori e gli esecutori che lo finanziano assieme alla nostra ampia rete di solidarietà.
Oltretutto per lanciare un bando internazionale, occorrerebbe prima stanziare i fondi in bilancio perché nessun artista "internazionale " o no che sia, accetterebbe di venire a Roma a fare un monumento a sue spese, pagando anche i materiali e senza ricevere il pagamento della propria parcella. A differenza del nostro gruppo di intervento artistico romano. Quindi quella del "bando internazionale" è solo una "invenzione" senza senso per tentare di impedire la messa in posa di un monumento scomodo e indigesto al sionismo.
In ogni caso, se veramente il Comune di Roma Capitale decidesse di lanciare un "bando internazionale" per un monumento contro il GENOCIDIO in atto in PALESTINA noi lo accoglieremmo con enorme entusiasmo. Non solo perché ci potremmo partecipare, ma anche e soprattutto, perché significherebbe che finalmente per il comune di Roma Capitale la parola GENOCIDIO non sarebbe più un tabù.
Fino ad ad ora però il Campidoglio, in ogni documento ufficiale arriva al massimo a pronunciare la parola "guerra" o "tragedia", come se ci fossero due eserciti in campi contrapposti o si trattasse di una calamità naturale.
Se poi dal "bando internazionale" uscisse addirittura un altro monumento contro il GENOCIDIO ne saremmo ancora più felici, ma ciò non può essere un alibi per vietare intanto la messa in posa di POTENZIALI BERSAGLI 2026.
Subito dopo, nello stesso documento, CONTRADDICENDOSI, dichiarano anche che è in corso l'iter per l'acquisizione delle 5 precedenti Sagome della stessa opera messe in posa il 25 Aprile 2025 a Porta San Paolo davanti alla Piramide Cestia.
Le attuali due sagome da tiro al bersaglio di Potenziali Bersagli 2026, una donna adulta e un bambino palestinese, sono la sesta e la settima sagoma di un'opera diffusa nel tempo e nello spazio della nostra città che inizia il suo percorso il 25 Aprile 2026.
Anche queste due sagome come le precedenti cinque sono state realizzate con una colletta popolare e sostenute dal basso in una operazione identica, qual'è quindi la differenza?
La differenza è che le prime cinque erano un"opera commemorativa, dedicata alle vittime degli orrori del passato, alle vittime del nazifascismo dello scorso secolo.
Cinque sagone inaugurate nel cinquantesimo anniversario della liberazione e dedicate alle cinque comunità maggiormente perseguitate e sterminate nei lager chiusi in Germania nel 1945.
Queste ultime due sagome sono un'opera di denuncia contro il GENOCIDIO in atto ora in PALESTINA.
Le prime cinque erano riconoscibili dai triangoli che i nazisti mettevano sulle casacche delle persone internate nei campi di concentramento; triangolo rosa per gli omosessuali, triangolo azzurro per gli immigrati, stella di Davide per gli ebrei, triangolo rosso per gli antifascisti e triangolo marrone per i Rom.
Queste ultime due del 2026 hanno invece la Kefia, la bandiera della PALESTINA e la sua cartina geografica.

Ma, soprattutto, tra le prime 5 sagome, una aveva la stella di Davide e alla lobby sionista romana và più che bene che sia acquisita dal Comune di Roma Capitale.
Mentre, non gli và affatto bene che venga installato a Roma un monumento di denuncia contro il GENOCIDIO che loro stessi stanno ora commettendo con la complicità del nostro governo che continua ad inviare armi e del comune di Roma che gli ubbidisce, producendo questo vergognoso atto censoreo.
Sono sette SAGOME di una stessa unica opera, noi eravamo, siamo e resteremo sempre dalla parte delle vittime e mai dei carnefici a differenza di questa Giunta Gualtieri che prende sempre e solo posizione a favore degli interessi sionisti, sottomettendosi alle pressioni della comunità ebraica romana, notoriamente la più fascista e sionista al mondo assieme a quella di Milano.
Le prime 5 SAGOME di Potenziali Bersagli 1995, sono si in via di acquisizione, ma finché non firmiamo davanti al notaio "..l' acquisizione al patrimonio di Roma Capitale" della quale scrive il Sovrintendente Claudio Parisi Presicce, resta solo una ipotesi come tante. Ad esempio potremmo anche decidere di donarle ad una delle città che, a differenza di Roma, hanno preso le distanze dal GENOCIDIO in atto e hanno interrotto ogni rapporto con i5raele.
Durante un GENOCIDIO non esiste una terza via, o ci si oppone oppure se n'è complici.
Un GENOCIDIO per funzionare deve essere totale, non può essere "solo" lo sterminio di una popolazione, occorre cancellare anche la memoria della esistenza di quel popolo.
Il ministro delle Finanze di un stato coloniale che esiste da soli 77 anni, Bezalel Smotrich, ha dichiarato pubblicamente che "i palestinesi non esistono" definendoli un'invenzione recente.
Gli hanno bombardato la banca dei semi ad Hebron e il museo archeologico a Gaza City per distruggere le prove della loro esistenza, un museo con reperti di quattromila anni. Per lo stesso motivo quando dei coloni occupano una terra rubandola ai palestinesi la prima cosa che fanno è sradicare e poi bruciare gli ulivi, perché quegli ulivi continuerebbero a raccontare, a parlare, a testimoniare PALESTINA.

Noi stiamo facendo l'operazione opposta, abbiamo quasi finito di realizzare dal basso e autofinanziato da una ampia rete, un monumento contro il GENOCIDIO in atto. Diverse tonnellate di acciaio corten, acciaio inox specchiato e bronzo che continueranno per secoli e secoli a ricordare la attuale comune opposizione popolare al GENOCIDIO in atto.
Una opera d'arte che è il prodotto del diffuso sentire che lo ha generato, una storicizzazione che lancia nel futuro un pezzo di memoria collettiva condivisa che continuerà a parlare di PALESTINA nei secoli a venire.
Per questo la lobby sionista romana la teme e cerca in ogni modo di impedirne la messa in posa facendo leva sul Sindaco Gualtieri e la sua Giunta.
POTENZIALI BERSAGLI 2026, il monumento contro il GENOCIDIO in atto è un'operazione di RESISTENZA al nuovo nazisionismo.
È un atto di denuncia e di resistenza collettiva durante il GENOCIDIO in corso contro le barbarie commesse da i5raele e dal suo esercito che sono di fatto il quarto reich, un nuovo esercito nazista 2.0.
Sono ancora peggio della Wehrmacht e della Schutzstaffel note come SS, l'organizzazione paramilitare terroristica del Partito Nazista.
I nazisti dello scorso secolo almeno si battevano con altri eserciti lasciando ingenti perdite sul campo. Questi vili dell'IDF sparano alla popolazione civile inerme, disarmata, affamata e assentata in fila per un ciotola di lenticchie senza rischiare nulla o quasi, come se fosse un videogioco.

QUEL MONUMENTO LO METTEREMO IN POSA COMUNQUE, le amministrazioni passano, Roma resta e NON dimentica. Gualtieri e la sua Giunta, potranno candidarsi a Telaviv la prossima volta e ce ne faremo una ragione, non ne sentiremo la mancanza.
Ci associamo quindi alla richiesta di dimissioni per l'Assessore al Patrimonio Tobia Zevi per il fattaccio dell'ex Rialto, ma, in aggiunta; chiediamo anche la RIMOZIONE del Sovrintendente Capitolino Claudio Parisi Presicce per censura della libera espressione artistica frutto di una sua probabile visione politica opposta al messaggio che vuole comunicare il monumento. Una posizione censorea dettata da una presumibile avversità ideologica che confliggerebbe con il suo ruolo pubblico che nulla ha e deve avere a che fare con un parere che per mandato deve essere tecnico e non politico.
Al tempo stesso invitiamo ogni consigliere di questa Giunta Gualtieri ad uscirne per non essere ricordati come complici del GENOCIDIO in atto e/o persone al servizio delle lobby affaristiche sioniste romane.
Roma è una città INDOMITA, medaglia d'oro alla RESISTENZA,
Roma è ANTIFASCISTA e ANTISIONISTA e sa bene da che parte stare durante un GENOCIDIO.
Si veda la lista delle imbarazzanti malefatte di questa Giunta al servizio delle lobby sioniste al link:
https://potenzialibersagli2026.noblogs.org/censura-non-fa-rima-con-democrazia/
